Una battaglia di civiltà
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Abolire il sostituto d'imposta: fintantoché il prelievo fiscale sarà occultato in vario modo a chi deve subirlo, la mancata trasparenza garantirà vita facile ai “tartassatori”
di Antonio Martino
Diversi quotidiani, fra i quali Libero, si sono occupati del caso di Giorgio Fidenato, un imprenditore agricolo friulano che dall’inizio dell’anno versa ai propri dipendenti lo stipendio lordo, inclusivo delle ritenute che a vario titolo devono essere versate all’erario, lasciando ad essi il compito di effettuarne il versamento. L’iniziativa mi ha riportato alla mente una battaglia di molti anni fa e suggerisce l’opportunità di ricordarla.
Le ritenute effettuate dal datore di lavoro vennero introdotte negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale per rendere più agevole il prelievo fiscale in quel momento eccezionale. La proposta fu di Milton Friedman e la moglie Rose non gliel’ha mai perdonata, convinta che se avrebbe agevolato il prelievo avrebbe avuto anche conseguenze molto negative da altri punti di vista. In questo caso mi trovo d’accordo più con Rose che con Milton.
Il sistema delle trattenute, infatti, che trasforma il datore di lavoro in un esattore di imposte non pagato, ha l’enorme inconveniente di nascondere l’entità del tributo a suo carico al contribuente effettivo.
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